Castiglion Fiorentino, il borgo addormentato

Certo, sarebbe magnifico avere la valigia sempre pronta e poter partire per mete lontane ma i compromessi, almeno nel mio caso, sono quelli che salvano dalla routine.
Quando comincio a percepire in modo prepotente il bisogno di girovagare, tendo a scegliere mete a breve distanza: guadagno tempo e non spendo cifre esagerate, facendo la cosa che più mi piace nella vita (ovvero, allontanarmi da casa).

Partendo da Roma le possibilità sono infinite ma una delle mie mete preferite resta la Toscana.
La Toscana è piena di storia, arte, fascino, tradizioni gastronomiche – e chi più ne ha più ne metta.
Scegliere di trascorrere del tempo in questa regione significa andare sul sicuro: gli occhi restano appagati da paesaggi ricchi di dettagli, la pancia si riempie di ghiottonerie, il naso raccoglie i profumi del territorio e la testa si arricchisce con nuove nozioni.
L’occasione per il mio primo fine settimana detox di questo 2019 si è quindi concretizzata con una fuga in un borgo “addormentato”: Castiglion Fiorentino.

Castiglion Fiorentino è un comune di circa 13.000 abitanti in provincia di Arezzo, la cui estensione si sviluppa su di un colle e le pianure che lo circondano.

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Già ad un primo sguardo si comprende che proprio sul colle resiste il primo nucleo cittadino, un borgo medievale circondato da mura e caratterizzato da strade strette e pendenze memorabili.

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Nonostante l’elevato numero di residenti, il cuore storico di questo comune risulta essere quasi totalmente disabitato.
Qualche bottega lungo il corso principale, alcuni ristoranti tipici e i musei civici non bastano ad animare il paese, i cui palazzi restano vuoti.
Proprio per questo penso a Castiglion Fiorentino come ad un borgo “addormentato”: vive solo di giorno, quando prende vita grazie alle chiacchiere degli anziani nella grande piazza, la stessa dalla quale si domina il territorio sottostante – quello abitato, dove ci sono i servizi primari, le case, il traffico, il centro commerciale.

Dal punto di vista culturale meritano una visita il Palazzo Comunale e la Pinacoteca, ricca di dipinti della scuola umbra e toscana.

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Entrambi situati nella piazza principale del borgo, proprio sulla cima del colle, questi edifici si trovano difronte al punto più panoramico di tutta Castiglion Fiorentino.
Dalla magnifica loggia del Vasari (che in realtà l’ha solo ritoccata e non costruita) lo sguardo si perde sulla Valle di Chio e sulla Collegiata.


Proseguendo lungo la via principale, quella che collega Porta Romana a Porta Fiorentina, si può deviare verso Piazza San Francesco dove sorge l’omonima chiesa.
Costruita a partire dal 1259 grazie a delle donazioni, la Chiesa di San Francesco conserva al proprio interno opere di Francesco Morandini detto “il Poppi” (“Crocifissione”), Giorgio Vasari (“Madonna coi santi Anna, Silvestro e Antonio”) e Salvi Castellucci (“Vocazione di San Matteo e Annuncio dell’Angelo a Sant’Anna”).
Il chiostro, di gusto rinascimentale, è situato sulla sinistra della chiesa, con il pozzo nel centro.

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Il chiostro è diviso in due parti: quella superiore è a loggia architravata mentre nella parte inferiore, ad arcate, nella lunette si possono ammirare affreschi secenteschi raffiguranti episodi della vita di San Francesco (attribuiti a Margaritone d’Arezzo).
Alle pareti, invece, lapidi di personalità importanti vissute o originarie del luogo.
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Lungo la via in alcuni punti, è forte il profumo del pane appena sfornato.
È facile ritrovarsi ad inseguire un tragitto immaginario usando solo l’olfatto, ritrovandosi dinanzi alla bottega del fornaio, piccola piccola e quasi nascosta – ma così ricca di focacce e tesori.
Lungo la via principale c’è anche la bottega di un giovane artigiano, un ragazzo che lavora con le pelli realizzando a mano borse, zaini e cinture.
E non posso non menzionare il negozio di alimentari, grande quanto la cucina di casa mia ed accogliente come la casa di nonna la domenica per pranzo.

Castiglion Fiorentino è molto vicino a Cortona e rientra nei percorsi del cosiddetto “turismo sacro”, quello che porta alla scoperta dei luoghi legati alla tradizione cattolica.
Tralasciando i mercatini dell’antiquariato e le sagre locali – ormai tipiche un po’ ovunque – va invece sicuramente segnalato il Palio dei Rioni, evento che si svolge la terza domenica di giugno: una buona scusa per una gita fuori porta alla scoperta di un luogo davvero evocativo.

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