Villa Selvatico-Sartori, il fascino della decadenza

Andando spesso avanti e indietro tra Padova e Monselice ho notato lungo il percorso la presenza di una villa (l’ennesima!) posta in una posizione sopraelevata – quindi davvero ben visibile dalla strada.
Lo scorso ottobre, complice una bellissima giornata di sole, ho pensato di lasciarmi vincere dalla curiosità e di avvicinarmi quanto più possibile per ammirare l’edificio da una distanza più breve.


Deviando dalla statale mi sono addentrata per le vie di Battaglia Terme ma appena arrivata a destinazione ho scoperto, mio malgrado, di essere difronte ad un luogo semi-abbandonato: la proprietà è attualmente in vendita ma l’intero complesso versa in uno stato di degrado generale.
Grazie alla disponibilità del custode è stato comunque possibile andare alla scoperta di un luogo, nonostante tutto, fiabesco e sospeso nel tempo: Villa Selvatico-Sartori.

Per raggiungere la cima di Colle Sant’Elena, dove sorge il complesso monumentale, è necessario attraversare un grande parco ed oltrepassare un edificio.
Negli anni Ottanta del Novecento questa prima struttura era un albergo convenzionato con le aziende ospedaliere locali per l’uso delle acque termali presenti nel parco.
Quest’informazione è importante poiché aiuta a capire la storia recente di Villa Selvatico-Sartori e spiega il perché di quel poco che ne resta all’interno: nell’epoca d’oro delle terme, infatti, le sue stanze furono restaurate e trasformate in lussuose suite destinate ad ospiti d’élite.

Ma parliamo un attimo della storia di questa villa.
I suoi lavori iniziarono nel 1593 per volere di Bartolomeo Selvatico e furono portati a termine solo nel 1650.
A livello architettonico è un edificio molto importante poiché rappresenta un esemplare stilistico unico che anticipa i canoni del barocco veneto con fusioni medievali e orientaleggianti.
L’edificio presenta una pianta quadrata con torricelle angolari merlate e al centro una cupola rivestita di piombo (in tutta onestà, è stata proprio quest’ultima a catturare la mia attenzione dalla statale).

Sul lato est, verso il canale Battaglia, si trova una scalinata monumentale che un tempo consentiva l’accesso diretto alla villa a coloro che giungevano in barca da Padova e Venezia.


All’interno due sono i piani visitabili: entrambi conservano pavimentazione originale e custodiscono affreschi di Luca Ferrari da Reggio (1650) nonché una tela ottagonale di Alessandro Varotari, detto il Padovanino, in cui sono celebrati i fasti della famiglia committente, i Selvatico.


Al piano superiore sono visibili i resti delle suite: tra un lavandino polveroso, tubature rotte e i rottami di una doccia spuntano fregi e decori originali del Seicento.
Con entusiasmo, come se servisse a conferire al luogo un maggior prestigio, è il custode a raccontarmi che proprio in quelle stanze soggiornò per qualche tempo anche l’attrice Demi Moore.

Per arrivare all’ingresso di Villa Selvatico-Sartori e visitare i luoghi dove anche la famosa attrice americana ha abitato, lo abbiamo anticipato prima: si deve compiere una passeggiata in una giungla di alberi, foglie e rami che si piegano attorno a vasche naturali.


All’inizio dell’Ottocento fu commissionato all’architetto padovano Giuseppe Jappelli il progetto di parco romantico secondo la moda “all’inglese”.
Sfruttando le acque dei tre laghetti termali Japelli fece quindi costruire peschiere e boschetti ispirandosi al libro dell’Eneide dove è narrato il viaggio nell’oltretomba.

Indiscutibilmente Villa Selvatico-Sartori ha vissuto tempi fastosi negli anni seguenti alla sua costruzione e oggi è un peccato doverla considerare per quello che è – un tentativo di luxury business fallito.
Per renderla nuovamente attraente e riportarla in auge agli occhi dei numerosi turisti di passaggio, in fondo, basterebbe davvero poco: rendere più accessibile e sicuro il parco e ripulire gli interni della villa.
Perchè?
Perché è meglio ammirare grandi stanze vuote con pareti e soffitti decorati che dover fare attenzione a lavandini e piastrelle rotte.
Villa Selvatico-Sartori è stata una bella scoperta anche se da ammirare resta davvero ben poco.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: