Monaco di Baviera, non soltanto Oktoberfest

Oggi vorrei dedicare un po’ di tempo a Monaco di Baviera, che per qualche giorno è stata la mia via di fuga dalla quotidianità.
A Monaco “ci sono cresciuta”: è una città che ho avuto il piacere di visitare sin da piccola e a più riprese, sia con la mia famiglia che in compagnia di amici.
Bellissima in primavera, affascinante nel periodo dei famosi mercatini di Natale, il momento migliore per scoprire questa città resta a mio avviso la settimana dopo l’Oktoberfest: l’euforia per la festa della birra più famosa al mondo è ormai passata ed il clima, ancora clemente, regala giornate con temperature abbordabili.

Capitale della Bavaria, Monaco è la terza cittadina tedesca per numero di abitanti (davanti ad essa solo Berlino ed Amburgo).
Eppure, a prima vista, non è proprio questa l’impressione che si ha della città.
Per quanto mi riguarda, è una delle mie mete preferite proprio per l’accessibilità che offre ai turisti: ci si cammina bene, i mezzi pubblici funzionano, la città è pulita e a meno che non vi siano manifestazioni turistiche non è caotica.

Le cose da visitare a Monaco sono molte e diverse tra loro, tutto sta nel capire cosa colpisce i propri interessi.
Il centro è circondato da edifici d’importanza storica e musei, ma basta prendere la metro ed in poche fermate ci si può avventurare nel “quadrilatero dell’arte” – ovvero, il quartiere che ospita le pinacoteche e le gallerie d’arte moderna.
Anche se non si conosce la storia della Germania e dei suoi regnanti, è fuor di dubbio che tutta la Bavaria sia famosa per i propri castelli – e ben due di essi sorgono poco distanti dal centro città, NymphenburgSchleißheim.
Importantissimo e molto interessante anche il Deutsches Museum, il museo della scienza e della tecnica più grande al mondo.
Incanta grandi e piccini, ci sono molte attività ludiche e di ingegno che prendono la mano non solo ai bambini (se solo avessi avuto a disposizione un giorno in più…).
Inoltre, in un momento storico che ci vede non troppo distanti dal termine del secondo conflitto mondiale, ma ancora impegnati a combattere la piaga del razzismo, alle porte di Monaco (20 km. di distanza) sorge il campo di concentramento di Dachau: un luogo che merita una visita per non dimenticare gli errori commessi dall’uomo in un passato non così lontano. 

Stavolta, con poco tempo a disposizione e tante cose già visitate più volte, mi sono concessa la classica visita del turista (arricchita da qualche gradito fuori programma).
Niente reflex, solo cellulare: la qualità delle foto non è delle migliori, spero vi rendano anche solo in parte l’idea di quant’è bella questa città.

Marienplatz ed il Rathaus-Glockenspiel

Fulcro cittadino, al quale tutto arriva e dal quale tutto parte, è la storica Marienplatz che ospita il Neues Rathaus (Municipio Nuovo), edificio imponente in stile neogotico.
Alle 11, alle 12 e alle 21 di ogni giorno (anche alle 17 da marzo ad ottobre), i turisti si fermano nel mezzo di questa piazza con il naso all’insù e gli occhi puntati verso il Rathaus-Glockenspiel, ovvero la torre dell’orologio: in questi orari si può ascoltare la musica di ben 43 campane e prendono vita 32 figuranti, quelli del carillon dell’orologio.
Il Rathaus-Glockenspiel è uno dei simboli di questa città, ed anche se a qualcuno potrà sembrare tutt’altro che speciale l’avvio del carillon (va detto, molti restano un po’ delusi) si deve pensare che esso è il più grande di tutta la Germania – nonché il quarto (sempre parlando di grandezza) al mondo.
Insomma, una cosa che almeno una volta nella vita vale la pena osservare.

Karlsplatz

Da Marienplatz, imboccando Kaufingerstraße, si apre un lungo viale pedonale pieno di negozi (il più famoso, sicuramente, il centro commerciale Galeria Kaufhof).
Arrivando all’estremità di questa via si trova Karlsplatz, riconoscibile poiché per raggiungerla è necessario oltrepassare il Karlstor, una delle tre porte gotiche che fungevano da fortificazione per la città.

Castello di Nymphenburg

Nymphenburg merita una visita che non può essere ridotta a qualche ora: anche volendo fare “un giro veloce” qui si perde tempo – anche se di tempo perso, nel senso stretto di questa locuzione, non si può parlare.
Il nome in italiano significa “castello delle ninfe” e si tratta di un palazzo in stile barocco circondato da un immenso parco alla francese.
Cosa si visita a Nymphenburg?
Vi sono due tipologie di biglietto:
– visita solo al castello
– visita al castello, al museo delle carrozze e porcellane, agli edifici immersi nel parco.
Il parco è ad ingresso gratuito, il castello presenta un costo di 6€ mentre la combinazione del castello con gli edifici del parco costa 11,50€ (prezzi interi senza calcolare le riduzioni).
Per quanto sia grande l’edificio, è visitabile solo il primo piano del corpo centrale: per questo il suggerimento è di prendere il biglietto complessivo e di immergersi per un giorno nell’atmosfera settecentesca di questo gioiello architettonico (che porta la firma dell’italiano Agostino Barelli).


Il parco, molto grande, comprende come anticipato altri edifici tra cui spiccano il Badenburg, l’Amalienburg e la Magdaleneklause.


Il Badenburg nasce come un rifugio privato del Principe Elettore ed è molto importante dal punto di vista decorativo poiché è uno dei primi esempi di allestimento con decorazioni cinesi.
Si compone di un atrio, una stanza da letto, uno studio privato ed una piscina interna.
Le pareti sono decorate con carta da parati realizzata con stampa a pressa in Cina, e sono le più antiche conosciute al mondo.

L’Amalienburg è nato invece come una palazzina di caccia in stile rococò, realizzato su commissione dell’imperatore Carlo VII come dono alla moglie Maria Amalia, grande appassionata di caccia.

La Magdaleneklause è invece un luogo ben distante da tutto il resto.
È uno dei primi esempi di architettura europea denominata “rovina artificiale”.
Ciò significa che l’edificio, che agli occhi appare come trasandato ed in rovina, per l’appunto, è stato in realtà così concepito e costruito.
È un eremo dedicato a Maria Maddalena, realizzato con l’intento di avvicinare i sovrani nella vecchiaia alla saggezza della meditazione religiosa, distaccandosi quindi dallo sfarzo e dai beni materiali avuti in precedenza.
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Odeonsplatz

Racchiuso tra la Theatinerkirche (Chiesa di San Gaetano) e la Feldherrnhalle (una loggia bellissima quanto imponente), nel cuore di Odeonsplatz troneggia il monumento dedicato a Ludwig I.
A pochi passi dalla più centrale Marienplatz, in Odeonsplatz si respira tutta l’aria severa di quello che fu l’impero: strade ampie ed austere, nelle quali non è difficile immaginare il passaggio di parate militari.

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Münchner Freiheit

La Münchner Freiheit è la piazza centrale del quartiere Schwabing di Monaco ed il suo nome si deve al ricordo del gruppo di resistenza Freiheitsaktion Bayern, che nell’aprile del 1945 occupò la radio di stato trasmettendo annunci alla popolazione invitandola a capitolare.
Molto conosciuto è anche il Münchner Freiheit Café: un suo affezionato cliente era l’attore Helmut Fischer, che soleva fare lì colazione ogni mattina seduto allo stesso tavolo.
Alla sua morte, il quartiere ne commissionò una statua commemorativa all’artista Nicolai Tregor, che decise di lasciare alla futura memoria un Fischer impegnato nella sua attività preferita: seduto al proprio tavolo, intento a consumare il primo pasto della giornata.

Viktualienmarkt

Il Viktualienmarkt si trova accanto a Marienplatz, ed è il mercato cittadino.
Qui si trovano prodotti alimentari ma anche prodotti artigianali (le classiche decorazioni per casa) o cosmesi con ingredienti bio.
Se si vuole mangiare qualcosa senza spendere cifre esorbitanti, è sicuramente il posto ideale: i tavoli dei vari chioschi sono in condivisione, si ordina qualsiasi cosa come se fosse un self service e poi si cerca posto pranzando o facendo uno spuntino con altre persone.

Alte Pinakothek

Di tutto il distretto dell’arte (quartiere Maxvorstadt, zona universitaria), doverosa è una visita alla Alte Piankothek.
Perché proprio la Alte?
Perché è tra le principali gallerie al mondo per importanza di opere e, seguendo un ordine temporale, contiene quadri che vanno dal Quattrocento al Settecento.
Il biglietto d’ingresso costa 6 euro, l’audioguida è inclusa e percorrendo le ampie sale si incontrano capolavori di artisti quali Raffaello, Guidi, Tiziano, Rembrandt, RubensEl Greco e tanti altri ancora.
Possiamo tranquillamente affermare che l’arte italiana è la più famosa al mondo, ma nel nostro paese, oltre a non valorizzare il patrimonio che abbiamo, tutto costa in modo eccessivo: pagare una cifra simile per un biglietto significa rendere l’arte accessibile a tutti, ed è una cosa meravigliosa.

 

Olympiastadion

Sì, sono stata a Monaco in questo periodo in occasione della München marathon, ovvero la maratona che si è svolta il 14 ottobre: tre distanze a disposizione (10k, 21k e 42k), le ultime due con arrivo all’interno del bellissimo Olympiastadion.
La zona attorno allo stadio è in realtà composta da un grande parco, molto bello e pulito, accanto al quale sorge anche il BMW Museum (per gli appassionati di motori una vera chicca).
Se non si vuole fare una visita al museo, basta una passeggiata per ammirare la struttura dello stadio: un insieme di curve maestose ed imponenti, vero gioiello di architettura moderna nei pressi del villaggio olimpico, quello che ospitò le Olimpiadi estive del 1972.

 

Queste sono state le mie visite alla città in pillole, ben consapevole che c’è ancora tanto altro a Monaco, in primis le chiese – una puntata alla cattedrale, la Frauenkirche, per citarne una, è doverosa.

Andando un po’ sul godereccio, parliamo ora del cibo.
La cucina tedesca è diversa da quella che si trova in Alto Adige.
I menù delle birrerie sono più o meno uguali e proprio le birrerie sono i luoghi più adatti per provare la cucina locale – anche se bisogna fare attenzione ad alcuni particolari:

    • si cena presto: o prenotate un tavolo oppure, se volete trovare posto, andate a mangiare verso le 19 (dalle 20.30 in poi tutti tendono a chiudere)
    • se non prenotate potete trovare posto dividendo il tavolo con altre persone (si fa così)
    • l’acqua costa più della birra (circa 6/7 € al litro per l’acqua)
    • non tutte le birrerie hanno la birra da 1/2 litro (la Hofbräuhaus ha solo birre da litro)
    • spesso vengono chiamate erroneamente “wurstel” quelle che in realtà sono delle salsicce (tipiche di Monaco e di Norimberga)
    • la classica fettina panata (Wiener Schnitzel) costa più del resto (circa 20 € rispetto allo stinco, che di media costa sui 15/16 €)
    • ogni piatto include già un contorno, in genere crauti o insalata fredda di patate (occhio ai condimenti, hanno un sapore acidulo)
    • il pane e/o i bretzel che accompagnano il pasto li trovate già al tavolo, in un cestino: l’importante è dichiarare quanti ne avete mangiati quando vi portano il conto (e non fate i furbi…non è il caso!)

Dove andare a mangiare?

  • Schneider Brauhaus: a due passi da Marienplatz, questa birreria vanta la cucina migliore di tutta la città. I prezzi sono accessibili ed inferiori rispetto alle altre birrerie e la carne (in particolare lo stinco) è davvero di ottima qualità
  • Gaststatte Nurnberger Bratwurst Glockl am Dom: nella piazzetta davanti al duomo, nascosta tra le vie del centro, ecco una birreria che offre la cucina tipica di Norimberga. Ottime qui le salsicce e l’arrosto di vitello, se si vuole andare sul sicuro.
  • Hofbräuhaus: è la più celebre birreria di Monaco, nonché una delle “sette sorelle”, le sette fabbriche di birra storiche della città. La sua fama la deve ad un avvenimento storico, poiché qui 24 febbraio 1920 Hitler vi tenne uno dei suoi primi comizi.
    La qualità del cibo è nella media, ma il consiglio è di mangiare da un’altra parte e poiché questa birreria rimane aperta sino a tardi, farci un salto per una birra dopo cena. Se decidete invece di cenare qui ricordate che dopo aver pagato il conto i camerieri stessi chiedono una mancia pari al 10% del totale.

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  •  Augustiner Großgaststätten: procedendo da Marienplatz andando in direzione di Karlsplatz si incontra questa birreria, sulla sinistra, che presenta una cucina davvero ottima. Qui è particolare il piatto a base di mezza anatra arrosto, qualcosa di diverso dalle salsicce e dallo stinco, e che merita davvero un assaggio.

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Se cercate ristoranti etnici (cucina vietnamita o giapponese) i migliori sono lungo la via principale di Münchner Freiheit o in zona Maxvorstadt (fermata metro Universität).

Info utili sugli spostamenti.
La città è collegata molto bene tra metro, treni e tram.
Il simbolo della metro è la lettera U (le diverse linee hanno accanto un numero), il simbolo S indica i treni.
Cercate di sfruttare gli abbonamenti: un abbonamento di tre giorni (quello usato da me per visitare tutto quanto sopra descritto) costa 39,90€ totali e va bene per gruppi da un minimo di due ad un massimo di cinque persone (sì, in cinque si viaggia con questo prezzo).
Non convengono i biglietti per le singole tratte.

 

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