Sulle tracce di Andrea Palladio: Basilica Palladiana a Vicenza

«Non è possibile descrivere l’impressione che fa la Basilica di Palladio»

Come nel caso di Villa Valmarana, anche stavolta ho pensato di “rubare” le parole di Goethe per tentare di descrivere l’emozione che questo edificio desta alla vista.

La Basilica Palladiana di Vicenza, a dispetto del nome, non è un edificio sacro.
Nasce da un progetto di Domenico da Venezia, che alla metà del Quattrocento, unendo due edifici preesistenti, realizza il Palazzo della Ragione.
Il Palazzo della Ragione era il fulcro della pubblica amministrazione, l’edificio più importante della città e in quel di Vicenza sorge al centro di Piazza dei Signori.

Nel 1549, all’età di 38 anni, Andrea Palladio iniziò i lavori per aggiungere a questo edificio di stampo gotico le magnifiche logge in marmo bianco a serliane decorate con statue di Giovanni Battista Albanese, Grazioli e Lorenzo Rubini.
Il risultato fu tale che da allora non si parla più di Palazzo della Ragione bensì di Basilica Palladiana.

Un tempo sede delle magistrature pubbliche di Vicenza, oggi la Basilica Palladiana è dotata di tre spazi espositivi indipendenti, teatro di mostre d’architettura e d’arte.
A maggio 2018, infatti, ho colto l’occasione per seguire la mostra di architettura contemporanea “David Chipperfield Architects Works 2018”, organizzata dal Comune di Vicenza in collaborazione con l’associazione culturale Abacoarchitettura.

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