Tra realtà e leggenda: Villa Valmarana a Vicenza

Se è vero che tutto il Veneto è famoso per le proprie bellezze architettoniche, la provincia di Vicenza (e la città stessa) sono veri e propri vasi di Pandora che nascondono ad ogni angolo edifici di rara magnificenza.
Autentici gioielli tutti da scoprire, la maggior parte dei quali porta la firma di quel Palladio che tanto lavorò nel Cinquecento proprio in queste zone.
Tuttavia, proprio alle porte di Vicenza, vicino al Monte Berico, c’è una villa interessante più per gli affreschi che per la struttura in sé e che con il Palladio nulla ha a che vedere.

Si tratta di Villa Valmarana detta “Ai Nani”, ad oggi di proprietà (e abitata) dalla famiglia nobiliare dei Valmarana – così come la vicina Villa Capra detta “La Rotonda” del Palladio, di proprietà di un altro ramo della famiglia Valmarana.

La villa fu fatta costruire nel 1669 dall’avvocato Giovanni Maria Bertolo appositamente per la figlia Giulia, monaca in un convento a Padova, che nel 1720 la cedette a Giustino Valmarana.
A causa della posizione collinare, la struttura dell’edificio differisce da quella classica delle ville venete.
Villa Valmarana fu così concepita e considerata come una vera e propria residenza estiva più che come centro agricolo, e si compone di tre edifici distinti tra loro, situati all’interno di in un grande parco.

La Palazzina (1669), la Foresteria e la Scuderia (1720) sono circondati da roseti, da un giardino all’italiana con la quinta scenica e il pozzo, da una carpinata.


La Palazzina e la Foresteria sono affrescate da Giambattista e Giandomenico Tiepolo, chiamati nel 1757 dal proprietario, Giustino Valmarana.
Il vero gioiello di questa villa sono proprio gli affreschi, che, si dice, siano stati ultimati in un arco temporale brevissimo – appena 4 mesi!
Di essi ne fa menzione anche Goethe nel suo “Viaggio in Italia” (1786):

«Oggi ho visitato la villa Valmarana decorata dal Tiepolo, che lasciò libero corso a tutte le sue virtù e alle sue manchevolezze. Lo stile elevato non gli arrise come quello naturale, e di quest’ultimo ci sono qui cose preziose, ma come decorazione il complesso è felice e geniale.»

La Palazzina


La Foresteria

Perché Villa Valmarana è detta “Ai Nani”?
Questo soprannome si deve alle statue dei 17 nani in pietra, un tempo disseminati nel giardino, ora disposti sul muro di cinta che circonda la proprietà.
Ad essi è legata la suggestiva leggenda della principessa Layana.
Leggenda vuole che Layana, la figlia del signore della villa, fosse affetta da nanismo e che i custodi e i servitori dell’edificio fossero stati scelti esclusivamente tra i nani.
In questo modo i genitori pensavano di riuscire a tener nascosto alla figlia il proprio difetto fisico.
Quando nella villa penetrò un principe, alla sua vista Layana si disperò poiché prese coscienza del proprio stato.
Incapace di accettare la sua statura, Layana si tolse la vita gettandosi dalla torre, motivo per cui i nani al suo servizio rimasero pietrificati dal dolore.


Villa Valmarana “Ai Nani”
Via dei Nani, 8 – Vicenza
Sito internet per informazioni: Villa Valmarana Ai Nani

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  2. Pingback: Il giardino di Villa da Schio a Costozza (VI) | Evh Goes Around

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