Sulle tracce di Andrea Palladio: Villa Contarini – Camerini a Piazzola sul Brenta

Dopo aver visitato con piacere Villa Emo a Fanzolo (TV) , il percorso sulle tracce del famoso architetto Andrea Palladio è proseguito alla volta di Villa Contarini – Camerini a Piazzola sul Brenta (PD).

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Questa villa, una delle più grandi di tutto il Veneto, durante l’estate diventa teatro di concerti importanti su scala nazionale, andando a coniugare la mia passione per l’architettura con quella della musica live.
Il cosiddetto “Anfiteatro Camerini” altro non è che la piazza antistante la villa, allestita per accogliere il meglio dei musicisti pop e rock del momento.
Ma accantoniamo per un attimo i concerti e andiamo a scoprire da vicino Villa Contarini – Camerini e la sua storia.

Nel 1546 Paolo e Francesco Contarini fecero costruire il corpo centrale della villa.
Non si è certi del tutto che questo sia ad opera di Andrea Palladio, anche se molti sono gli indizi ed elementi che ne attribuirebbero proprio a lui “la paternità”.
Nel Seicento, su volere di Marco Contarini, il nucleo della villa fu inglobato in un maestoso ampliamento che ha donato al complesso l’attuale aspetto barocco.

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Come anticipato, davanti la villa si estende un grande piazzale che solo da un lato viene abbracciato da una struttura ad ala collegata direttamente con il corpo centrale.
Un tempo, sopra le arcate che ora nascondo negozi e ristoranti, erano predisposte le numerose stanze da letto riservate agli ospiti.

Appena si varca la soglia di Villa Contarini – Camerini si intuisce subito la maestosità che la caratterizza ma è solo grazie ai racconti di Arianna, una delle guide, che ho potuto cogliere sino in fondo l’importanza del luogo.

La figura attorno alla quale ruota gran parte della storia è quella di Marco Contarini, giovane appartenente ad una delle famiglie più ricche della Repubblica di Venezia.
Quella di Piazzola sul Brenta doveva essere una casa – vacanze adatta ad ospitare non solo la famiglia ma anche i nomi più importanti del patriziato, garantendone anche in campagna agi e comodità tipiche della città.

La prima sala che si incontra all’ingresso un tempo era la Sala delle Feste: qui venivano allestiti banchetti con cibi inusuali per l’epoca, provenienti dalle Americhe e dalle Indie; si ballava e ci si divertiva, dando sfoggio di ricchezza per ostentare dinanzi agli ospiti il proprio potere.
Due cose ad oggi si notano con facilità: la bassa temperatura percepita e l’assenza di un comune soffitto.

Partendo dalla temperatura, va ricordato che un tempo gli abiti dei nobili erano imponenti e sfarzosi, composti da molti strati di stoffe pesanti.
Marco Contarini pensò dunque di realizzare la Sala delle Feste in modo da garantire agli ospiti una temperatura fresca e gradevole per combattere la canicola estiva.
La particolare esposizione (tipica anche del camminamento che congiunge la villa all’ala che sovrasta la piazza, dove erano le camere da letto degli ospiti) permetteva dunque di non sudare e non soffrire il caldo nonostante l’abbigliamento pesante.

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Ciò che rende però unica al mondo Villa Contarini – Camerini è la Sala Auditorio. Recinta a metà altezza da un curvo ballatoio, comunica al centro per mezzo di un’apertura ottagonale con la sovrastante Sala della Musica (detta “della Chitarra Rovesciata”).
Come mai questo “buco nel soffitto”?

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Il Contarini predispose la Sala Auditorio per mantenere nascosti agli occhi degli ospiti i musicisti.
Mantenere come si usava all’epoca l’orchestra a piano terra, nella sala delle feste assieme al banchetto, avrebbe comportato una riduzione dello spazio.
Suonare nel ballatoio fa sì che il suono salga verso l’alto, nel buco ottagonale, e che da lì venga rimbalzato giù, sino al piano terra.
Per l’epoca questa era considerato pura avanguardia e di fatto la Sala Auditorio così strutturata e con questa funzione è l’unica conosciuta al mondo.

Ma sono tante sono le storie che ha da offrire Villa Contarini – Camerini e tanti sono i dettagli da scoprire al suo interno, ricco di stili diversi anche grazie ai restauri compiuti dalle famiglie che l’hanno posseduta dopo i Contarini (con ordine, Giovannelli, Correr e Camerini).

Il consiglio è di ponderare una visita durante la bella stagione, così da poter godere anche di una passeggiata nel grande parco alle spalle della villa, visitabile solo con guida.

Per i costi d’ingresso e gli orari delle visite guidate è preferibile consultare il sito ufficiale.

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