Sulle tracce di Andrea Palladio: Villa Emo a Fanzolo

Una delle mie più grandi passioni riguarda l’architettura, ed è quindi con immenso piacere che ho accolto l’idea di seguire le orme di uno dei miei architetti preferiti, Andrea Palladio.
Cittadino di quella che nel Cinquecento era la Repubblica di Venezia, quella di Andrea Palladio è una figura che va ben oltre le famose “ville venete” – nome comune per definire le “case di vacanza” dei nobili, costruite fuori dai centri cittadini e in prossimità dei possedimenti in campagna.

L’ispirazione che diede impronta al suo stile deriva dall’architettura greco-romana, riconoscibile nell’estetica del corpo principale delle ville.
Per la magnificenza e la bellezza austera e senza tempo dei suoi progetti egli figura tra i personaggi più influenti nell’architettura occidentale nonché tra gli architetti più imitati.
Per secoli rimase infatti viva la corrente del palladianesimo, che richiama nel proprio stile gli elementi chiave usati dal Palladio.

Il primo appuntamento fissato per questa avventura?
Villa Emo a Fanzolo, frazione del comune di Vedelago, in provincia di Treviso.
Villa Emo non è molto conosciuta, non è molto grande ma è decisamente affascinante.
I mesi lontani dal turismo estivo permettono di compiere una visita senza frenesia e caos, godendo appieno le geometrie delle barchesse annesse al corpo centrale – l’unico visitabile.

Dal punto di vista fotografico ammetto che i mesi invernali non rendono giustizia agli esterni: quando sono stata io la luce era piatta, il cielo pressoché bianco e il verde del grande parco spento.
Ad ogni modo, non tutto può sempre essere perfetto e le cose più preziose da considerare oltre all’imponenza lineare ed equilibrata della struttura di Villa Emo sono gli interni. Quello di Giovanni Battista Zelotti, pittore molto attivo nella Repubblica di Venezia e già autore di altre opere in diverse ville del Palladio, è il secondo nome importante che qui ritroviamo.
Inutile tentare di raccontare i dettagli e la straordinarietà dei suoi affreschi: tra mito e realtà, le figure del Zelotti danno vita alle pareti di quella che era la casa padronale, innalzata su di un basamento collegato a terra da una lunga scalinata.
Gli interni sono arredati con mobili d’epoca e la penombra di alcuni ambienti esalta il prestigio delle sale.

Senza approfondire con dettagli la storia di questo piccolo gioiello della Marca Trevigiana, il consiglio è di visitare la vicina città di Castelfranco Veneto (una delle poche a conservare quasi intatte le mura che circondano il centro storico) per dedicare poi del tempo a Villa Emo, distante appena 8 km.: una giornata spesa bene.

 

Un Commento

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