Il Museo Archeologico dell’Alto Adige a Bolzano

La città di Bolzano nel mese di dicembre è sicuramente legata a doppio filo alla tradizione dei Christkindlmarket, mercatini che occupano Piazza Walther prima e durante le celebrazioni del Natale.
Ma Bolzano ha anche molto altro da offrire e se la giornata è fredda e si desidera stare al caldo è quasi d’obbligo un salto nel suo museo più famoso – il Museo Archeologico dell’Alto Adige.

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Per chi non ama particolarmente il caos, l’ideale è scegliere una giornata durante la settimana ed un orario lontano dalle visite mattutine delle scolaresche.
Il Museo Archeologico è situato in zona centrale, poco lontano da Piazza Walther e non essendo molto grande lo si visita facilmente in un’ora e mezza circa.
Il suo percorso espositivo è incentrato per lo più su un ritrovamento importantissimo dal punto di vista antropologico: la Mummia del Similaun, affettuosamente ribattezzata Ötzi.
Oltre a vantare l’esposizione della Mummia (ritrovata nel 1991 sulle Alpi Venoste), al Museo Archeologico viene accuratamente descritto tutto quel che si è scoperto dallo studio di Ötzi e dei reperti con esso ritrovati.


È senza dubbio una storia affascinante, ancor oggi avvolta nel mistero e avvenuta circa 5000 anni fa.
Attualmente quella di Ötzi è la mummia più antica del mondo e dal suo studio emergono frammenti di quella che era la vita di un uomo nel pieno dell’Età del Rame – circa 3200 a.C.
Non ci è dato sapere che cosa facesse Ötzi ai piedi del Similaun, ma possiamo immaginare che già all’epoca fossero dei luoghi impervi, di transizione e passaggio tra gli odierni territori di Italia e Austria.
Lo studio delle sue ossa ha dato luce ad importanti scoperte che ci hanno fatto conoscere maggiormente “l’uomo venuto dai ghiacci”.
Ad esempio, si sa che soffriva di dolori quali il mal di schiena e l’artrosi e che era nato senza due costole.
Su tutto il corpo sono presenti ben 61 piccoli tatuaggi: essendo per lo più croci, linee e punti tracciati in corrispondenza delle giunture, secondo alcuni studuosi questa sarebbe la più antica forma di agopuntura curativa conosciuta.
Anche Ötzi , così come la cantante Madonna, aveva un diastema – termine medico usato per indicare lo spazio tra i denti incisivi superiori.
Sappiamo che cosa ha mangiato prima di morire (carne di stambecco, cereali e bacche) e sappiamo anche che è stato ucciso.
Nove indagini radiografiche e tomografiche hanno infatti evidenziato la presenza di una punta di freccia nella spalla sinistra: tale freccia ha danneggiato un’importante arteria, causando così un rapido dissanguamento.
Proprio per questo Ötzi viene considerato il primo delitto irrisolto della storia – quello in cui abbiamo un corpo ma non molto altro per capire, ad esempio, movente e assassino.


Al terzo piano del Museo Archeologico sono presenti delle mostre temporanee.
Fino al 14 gennaio è il turno di “Heavy Metal”, esposizione dedicata alla storia del rame.

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