L’Altopiano del Renon, il suo trenino e le piramidi di terra

Dopo aver fatto una passeggiata sull’Altopiano della Rosetta, perché non proseguire con una gita sull’Altopiano del Renon (BZ)?

L’Altopiano si può raggiunge in auto o in modo decisamente più inusuale, ovvero tramite una funivia che parte da Bolzano e raggiunge in pochi minuti la località di Soprabolzano.
Anche questa giornata ha visto come protagonisti Cristina, Emilio ed Andrea, e per rendere più interessante il tragitto in auto ho scelto di raggiungere Bolzano avviandomi non verso Trento bensì verso Passo Rolle – percorso più lento ma decisamente panoramico.

Siamo partiti da Fiera di Primiero (TN) alle 07.15, orario che ci ha permesso di:
– vedere le Pale di San Martino nel silenzio del mattino (credetemi, ne vale la pena);
– osservare i cervi a Paneveggio senza il caos diurno dettato dal turismo;
– arrivare per tempo al Tenz (località Montagna) per fare colazione con le ghiotte torte di produzione casalinga.

E proprio al Tenz, un albergo delizioso che si affaccia su una distesa di meleti, è mia abitudine fare la prima tappa: dopo i (non pochi) tornanti, è d’obbligo fermarsi a riempire lo stomaco!
Da Montagna a Bolzano il grosso del tragitto è ormai superato, e in poco tempo abbiamo raggiunto la partenza della funivia che porta all’altopiano, situata in una posizione strategica: il civico 12 di Via Renon è fuori dal centro ma a soli 15 minuti a piedi da Piazza Walther, fulcro della città.
Se ve lo state chiedendo, l’auto si può comodamente lasciare in uno dei parcheggi a pagamento nelle vicinanze: la stazione della funivia è ben visibile dalla strada, ma non vi sono aree di sosta gratuite.


Prendendo la funivia la vista dall’alto è bellissima: Bolzano è molto suggestiva già di suo, ma da questa prospettiva si possono ammirare le classiche distese di meleti (l’Alto Adige ne è ricco) e i prati verdi, andando anche a scoprire qualche orto installato sul tetto dei palazzi.
Il tragitto dura appena 12 minuti (partenze ogni 4 minuti) e l’unica pecca per noi è che abbiamo incontrato una giornata a dir poco uggiosa: il cielo grigio non ha restituito ai nostri occhi la bellezza indiscussa (e comunque intuibile) del paesaggio.

La funivia collega Bolzano alla località di Soprabolzano.
Appena arrivati a destinazione ci siamo trovati davanti sia un ufficio informativo che la stazione di partenza del famoso trenino del Renon.


Il trenino è stato inaugurato nel 1907: serviva come collegamento tra i paesi sull’altopiano (da Soprabolzano a Collalbo) con alcune fermate intermedie.
La necessità di questo mezzo di locomozione si sviluppò in concomitanza con l’epoca d’oro della Belle Èpoque, quando il turismo nobile iniziò ad interessarsi alle vacanze in altura.
Fu così che per rendere meno faticoso e più agibile l’Altopiano del Renon si costruì questa piccola ferrovia.


Delle poche tappe disponibili lungo il percorso abbiamo subito chiesto all’ufficio in loco quale fosse quella più interessante ed imperdibile da visitare in giornata.
Ci hanno così parlato di un lago nei pressi della fermata di Costalovara e delle famose piramidi di terra di Longomoso (le più alte d’Europa).
Abbiamo optato per le piramidi di terra, raggiungibili in 40 minuti di camminata a partire dal capolinea del trenino, Collalbo.

Sull’altopiano sono tuttavia ben tre i luoghi in cui sorgono questi fenomeni naturali:
– a Rio Fosco, sulla strada per Longomoso;
– a Rio Rivellone, nei pressi di Soprabolzano;
– a Rio Gasterer, ad Auna di Sotto.

Il tragitto col trenino da Soprabolzano a Collalbo è durato più o meno un quarto d’ora e ci ha portati in una full immersion nella natura.
Arrivati alla stazione di Collalbo, nonostante le cartine alla mano, non è stato difficile trovare le indicazioni per raggiungere la nostra meta: un po’ i cartelli che indicavano il tragitto, un po’ la segnaletica sui marciapiedi, ci siamo così messi in cammino verso Longomoso.

Questa passeggiata non per niente faticosa ma ammetto a malincuore che mi ha lasciata un po’ perplessa.
Sicuramente le mie aspettative erano altre: pensavo si trattasse di qualcosa di più “naturale” – ad esempio, una camminata in mezzo ad un bosco.
In realtà, il percorso si sviluppa lungo i marciapiedi che costeggiano la strada principale di collegamento tra i paesi sull’altopiano.

Per chi volesse è possibile raggiungere le piramidi di terra anche prendendo un comune autobus di linea.

L’ultimo tratto del cammino si snoda lungo un sentiero sterrato che porta ad una sorta di terrazza panoramica: proprio da qui è possibile ammirare questo magnifico fenomeno naturale.
Nella loro semplicità le piramidi di terra hanno un fascino unico: alte come immensi giganti, si stagliano verso il cielo fondando ben salde le loro basi in una gola profonda.
E che strana sensazione si prova, a sapere che sono vecchie 25.000 anni!

Arrivare al mattino e scegliere la visita alle piramidi di terra ci ha permesso di tornare con calma verso Collalbo, dove abbiamo pranzato alla Birreria Zentral.
Una birra fresca ed un piatto di spätzle in Alto Adige sono quasi d’obbligo, e così ci siamo rilassati prima di riprendere il trenino del Renon per tornare a Soprabolzano – e poi ancora la funivia verso Bolzano.

IMG_3697

Cosa visitare

PIRAMIDI DI TERRA

Dove? Altopiano del Renon
Adatto per Famiglie con bambini

 

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