Altopiano della Rosetta, camminare sulla luna

A fine agosto sono venuti a trovarmi a Fiera di Primiero una coppia di cari amici, Cristina ed Emilio.
Emilio già aveva visitato la mia vallata, ci era stato in vacanza da ragazzino; per Cristina, ciociara doc proveniente da Sora (FR), è stata invece la prima volta, rivelatasi anche un modo per conoscere ed apprezzare, in generale, la “montagna in estate”.
Orgogliosa delle mie origini e amante del mio territorio, ho voluto fare bella figura e stupire da subito entrambi: li ho così portati sull’Altopiano della Rosetta.

L’Altopiano della Rosetta (2600 m) si può raggiungere sia percorrendo dei sentieri sia con l’utilizzo di due diversi impianti di risalita (cabinovia + funivia).
La partenza in qualsiasi caso è da San Martino di Castrozza, e il percorso si può suddividere in due tratti distinti:
– il primo, quello che porta sino al Rifugio Colverde (2000 m);

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– il secondo, quello che da Colverde raggiunge l’Altopiano della Rosetta (2600 m).

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Se si ama camminare e non si è escursionisti esperti, il tratto più semplice da compiere a piedi è proprio il primo, quello che dal paese porta a Colverde.
Si tratta di una passeggiata in mezzo al bosco dalla pendenza costante, con un dislivello di circa 500 m, fattibile al massimo in un’oretta di camminata, lenta e senza pretese.
Il tratto più impegnativo è sicuramente il secondo, quello che parte da Colverde per raggiungere l’Altopiano: è indicato a chi ha gambe esperte, non soffre di vertigini ed ha una buona resistenza.

Se come i miei amici non si è affatto allenati ma si vuole comunque scoprire un paesaggio incantevole, la soluzione sono gli impianti di risalita – che, forse, tolgono il gusto della “conquista” della montagna, ma sono un ottimo compromesso per rendere accessibile ai più un panorama magnifico.
Con Cristina ed Emilio abbiamo naturalmente scelto quest’ultima opzione.

Quando il secondo tratto di funivia arriva a quota 2600 m non si sa bene dove guardare.
Da un lato, la terrazza panoramica volge a valle e fa vedere San Martino di Castrozza dall’alto.

Dall’altra, se si porta lo sguardo verso l’interno, si scorge il Rifugio Rosetta nel mezzo di un panorama roccioso, bianco e armonioso, che si scontra con il blu e l’immensità del cielo.


Partendo dal punto di arrivo della funivia la passeggiata più semplice da compiere è quella per raggiungere proprio il Rifugio Pedrotti.
Il sentiero è segnalato e assolutamente non pericoloso, ma siamo pur sempre in montagna: è importante fare attenzione a dove si mettono i piedi e a non uscire dai percorsi indicati.
Mi piace insistere sulle scarpe da indossare perché, sebbene questa di cui vi parlo sia in fondo una passeggiata tranquilla, si cammina su sentieri rocciosi: una semplice scarpa da ginnastica non previene le slogature, è sicuramente più indicata e resistente una scarpa da trekking.

Dalla funivia sino al Pedrotti sono circa 20 minuti di cammino, interamente sotto il sole, nel mezzo di quel paesaggio che ispirò anche Dino Buzzati per il suo “Il deserto dei tartari”.

La descrizione più nota e corretta per descrivere l’Altopiano della Rosetta a chi non lo ha mai visto è quella di “paesaggio lunare”.
A parte il contorno delle cime, l’Altopiano è una vera e propria distesa di roccia che ricorda non solo nel colore, ma anche nelle curve, nei buchi e nei solchi la superficie della luna.
È straordinaria questa similitudine, talmente forte e vera da far riflettere su quante siano le caratteristiche comuni tra il nostro pianeta e il suo satellite.


A Cristina ed Emilio è piaciuto molto l’Altopiano della Rosetta, e sono contenta di averli portati in un luogo a me molto caro.
L’ho vissuto più volte, sia in estate che in inverno, e la prima volta che ho indossato le ciaspole (racchette da neve legate agli scarponi) è stato proprio per compiere il tragitto proposto anche a loro.

Il Rifugio Pedrotti è un centro importante dal quale hanno inizio tante altre escursioni, più o meno semplici, sicuramente non adatte a Cristina ed Emilio.
Per Cristina, nello specifico, si è trattato in assoluto della prima camminata in montagna e come in tutte le cose “nuove” è necessario partire senza pretese per poi alzare di volta in volta l’asticella delle difficoltà.
Come prima uscita è andata bene, loro si sono divertiti e io sono contenta di averli portati in un luogo davvero magico: un posto che consiglio vivamente a tutti quanti.

E se amate la montagna e siete camminatori esperti, date uno sguardo ai percorsi che partono proprio dall’Altopiano: dal ghiacciaio della Fradusta al Rifugio Pradidali, le possibilità sono innumerevoli.
L’importante è controllare sempre prima di partire le previsioni meteo, munirsi di acqua da bere lungo il percorso e vestirsi in modo adeguato.

Cosa visitare

Rifugio Pedrotti

Dove? Altopiano della Rosetta
Adatto per Famiglie con bambini

 

Un Commento

  1. Pingback: L’Altopiano del Renon, il suo trenino e le piramidi di terra – Evh Goes Around

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